TOTO’ RIINA: nel cielo di Corleone appare una nuvola a forma di angelo dopo la morte del boss.

TOTO’ RIINA: nel cielo di Corleone appare una nuvola a forma di angelo dopo la morte del boss.

Angelo incredibile nella foto che vi mostriamo che è stata scattata nei cieli di Corleone, un paesino in provincia di Palermo divenuto tristemente famoso per aver dato alla vita il famelico boss di cosa nostra, Totò Riina. Il boss di cosa nostra soprannominato “la belva” è finalmente morto. La morte di Riina, come sappiamo è avvenuta il 17 novembre 2017 a Parma, a seguito di un delicato intervento chirurgico al quale è stato sottoposto, e proprio questa mattina all’alba è apparsa nel cielo di Corleone una strana nube che raffigurava un angelo con le mani chiuse in preghiera.

”Condanna e penitenza”, sono proprio questi i termini che dobbiamo usare, quelli di cui dobbiamo servirci per descrivere ciò che simboleggia questa foto.

Riguardo a ciò che rappresenta c’è pochissimo da dire: è ben evidente una nuvola che assume la strana forma di un angelo in posa di preghiera.

“L’ Angelo della giustizia”, così è stata ribattezzata la foto fatta da un abitante del luogo.

Chiaro riferimento a San Michele Arcangelo, che guidava le milizie celesti contro i diavoli e li rinchiudeva all’inferno.

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Il fenomeno, raccontano, è durato per pochi minuto, e si è verificato nelle primissime ore del mattino, intorno alle 6:30.

Così lo spiega don Bruno il parroco responsabile dell’Arcidiocesi, intervenuto sul posto per spiegare il fenomeno:

“questa notte è stato chiamato alla casa del Padre un uomo che ha commesso innumerevoli atrocità, un uomo che ha trascorso gran parte della sua vita in carcere, e che purtroppo non ha mai scontato realmente i suoi crimini. Questo Angelo che oggi è apparso qui nei cieli di Palermo è un messaggio che Dio vuole mandarci, oggi finalmente verrà fatta giustizia, quella vera. Oggi in fondo a quel tunnel Totò Riina troverà Falcone e Borsellino con gli uomini della scorta, il piccolo Giuseppe Di Matteo sciolto nell’acido e tutte le vittime innocenti di cosa nostra che lo accompagneranno al processo. Quello vero”.

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